La "BASE" di questa creazione è una pregiatissima SEGONI KAWASAKI, mitica creatura opera dei fratelli fiorentini SEGONI, famosi negli anni 70 per le loro ciclistiche che andavano ad imbrigliare motorizzazioni di vari marchi , sia nazionali ( soprattutto LAVERDA) che Nipponiche!
Appassionatissimi di corse, principalmente quelle di Endurance popolarissime in quel periodo, per sovvenzionare l'attività agonistica, decisero di approntare per la vendita delle raffinate Special per uso stradale!
La moto in questione monta un motore KAWASAKI z1 900 con specifiche di preparazione Bol D'or dentro al famoso telaio SEGONI a "tubone" superiore, e anche il resto della componentistica della moto è quella originale del periodo e giustamente non è stata toccata.
L'intervento è stato quindi solo estetico, si è cercato di dare alla moto un'aria più aggraziata e meno "rude"rispetto all'origine, pur conservando gli stilemi tipici delle special anni 70.
Una Special...Speciale insomma, che farà sicuramente felice il fortunato proprietario.
OBIBOI.
giovedì 27 febbraio 2014
mercoledì 5 febbraio 2014
YAMAHA XS 750 "LIME ROCK"
Questo sarà l'aspetto di una YAMAHA XS di fine 1977 dopo che sarà passata alle "cure" che il novello proprietario ha intenzione di riservargli.
Tutto sommato le modifiche nonostante l'aspetto finale parecchio diverso dalla moto di serie, saranno limitate e non troppo invasive
Il serbatoio originale verrà portato al nudo metallo e ridecorato con uno schema simile a quello delle YAMAHA XT 500 II serie, verranno realizzati due fianchetti in vetroresina con gli ovali portanumero, anch'essi ispirati all'XT, una sella sportiva costruita artigianalmente e due corti parafanghi bianchi.
La meccanica rimarrà invariata ,eccetto i filtri ai carburatori ed un nuovo terminale di scarico.
Una special quindi abbastanza sobria, giocata su toni scuri ed eleganti.
Si chiamerà "LIME ROCK" come un circuito del Connecticut, in onore ad una ex fiamma del proprietario, originaria di quelle parti.
OBIBOI.
Tutto sommato le modifiche nonostante l'aspetto finale parecchio diverso dalla moto di serie, saranno limitate e non troppo invasive
Il serbatoio originale verrà portato al nudo metallo e ridecorato con uno schema simile a quello delle YAMAHA XT 500 II serie, verranno realizzati due fianchetti in vetroresina con gli ovali portanumero, anch'essi ispirati all'XT, una sella sportiva costruita artigianalmente e due corti parafanghi bianchi.
La meccanica rimarrà invariata ,eccetto i filtri ai carburatori ed un nuovo terminale di scarico.
Una special quindi abbastanza sobria, giocata su toni scuri ed eleganti.
Si chiamerà "LIME ROCK" come un circuito del Connecticut, in onore ad una ex fiamma del proprietario, originaria di quelle parti.
OBIBOI.
lunedì 27 gennaio 2014
MOTOR BIKE EXPO Show Verona
Una piccola e stringata analisi a proposito del
Motor Bike Expo di Verona 2014.
Parlo in questo caso da semplice spettatore
appassionato, gli eventuali giudizi professionali, meriterebbero troppo spazio e
saranno forniti ( sempre che a qualcuno interessi), a richiesta e caso per
caso.
In generale il sentimento che mi viene in mente per
primo è....delusione.
Un pressapochismo diffuso che fa si che più che ad
un Salone di veicoli eccezionali sembra si sia capitati da uno
sfasciacarrozze!
Se fino a qualche tempo fa, presentare una moto
"martoriata" dagli anni e dagli agenti atmosferici e spacciarla come "idea" ,
poteva essere un concetto originale ,oggi è solo patetico e
irrispettoso.
Come un'imitazione della ...merda d'artista di
Piero Manzoni insomma.
In altri (troppi) casi, l'incapacità di "vedere" il
prodotto finito, ha portato moltissimi a partire di sega e flessibile senza
conoscere bene quale fosse la meta, con risultati...deprecabili.
Apprezzabile forse la grande passione, ma
...condannabile,...la mancanza di cultura motociclistica e la scarsa attitudine
al buon ...artigianato,... per la realizzazione.
Parecchi poi coloro che hanno messo insieme un
mezzo, per vendere.....magliette, cinture e altre amenità!
Forse a spulciare bene bene , qualche mezza idea
magari c'era anche, ma in un mare di ruggine, colori improbabili e scritte
belluine, si perdeva irrimediabilmente.
Purtroppo anche tra le realizzazioni delle "star"
del settore, ho notato una certa "pochezza" ed improvvisazione, con un livello
globale......diciamo,.....basso!
Ho sempre creduto che il prodotto "speciale",
dovesse essere migliore ( perlomeno in qualche aspetto) a quello di "serie", ma
questa volta il verdetto mi pare impietoso per i customers
presenti!
Tra le poche cose che mi sono veramente piaciute in
quanto benfatte e con un solido "pensiero" dietro, le Monster della K Bike, kit
di alto livello sia come design che come costruzione , così come i kit per BMW
di Unitgarage e le moto di Moto di Ferro, educate, misurate e belle senza
clamori.
Sempre con una certa classe le Triumph di Mr.
Martini e molto bella la Spirit of Record di Totti che non avevo ancora visto
dal vivo.
Una bella cosa è l'aria di passione che si
percepisce tra i visitatori, tra l'altro con un livello d'educazione molto buono
a dispetto dell'aspetto truce , le barbe ed i tatuaggi.
Insomma, bella la manifestazione, ma migliorabile
( di molto) il livello dei "prodotti" esposti.
martedì 21 gennaio 2014
lunedì 20 gennaio 2014
martedì 17 settembre 2013
BMW K 100 RR CAFE' RACER
Probabilmente, la mania ormai non più sotterranea di possedere una BMW Boxer "arrangiata" Cafè Racer, ha portato ad una certa penuria di materia prima, cioè comincia ad essere complicato, trovare una BMW bicilindrica con qualche decennio sulle spalle a prezzi ragionevoli .
Ecco che allora, l'ultima tendenza è quella di usare i modelli della serie "K", oggi più facili ed economici da reperire, per avere una "base", comunque BMW, per elucubrare le fantasie Cafè Racer, di privati e professionisti.
Personalmente , ad oggi, non ho ancora visto trasformazioni di queste moto che mi abbiano minimamente impressionato, di solito, si spoglia la moto di tutta la carrozzeria, si monta una sella piatta, due parafanghi in metallo riciclati chissà da dove, una "sporcata" di vernice opaca sulla meccanica ed un a colorazione improbabile per il serbatoio,...stop!
Se all'inizio della CR mania queste operazione potevano essere sufficienti per avere un mezzo originale e personalizzato, oggi a mio parere sono talmente inflazionate da essere considerate quasi banali e comunque certamente non adatte a qualsiasi mezzo a due ruote, come qualcuno crede.
La serie "K" di BMW ad esempio, secondo me, non può essere "trattata" come una motocicletta tradizionale tipo Boxer ,Guzzi o Triumph.
Intanto il disegno particolare del motore che sembra una scatola alettata è consono al resto della moto di serie, che comunque è un esempio riuscito di design motociclistico, innovativo e rappresentativo di quegli anni,ma assolutamente indigesto ad una moto si sapore classico.
Per cui per aggirare l'ostacolo, bisogna agire sulla compattezza che si può ottenere con una simile meccanica, dando un senso di "tamugnità" alla moto, come se fosse in un certo qual modo compressa e pronta ad una esplosione di energia.
La K 100 RR che presentiamo, è la versione non scelta delle due presentate al committente, che ha voluto una colorazione più cupa a fronte di forme molto simili a livello di sovrastrutture.
Personalmente la colorazione Motorsport, abbinata alle pareti laterali del serbatoio in metallo a vista,mi piaceva molto ed amplificava orgogliosamente il carattere artigianal/sportivo, ma per acuni,...il nero è sempre il nero!
OBIBOI.
Personalmente , ad oggi, non ho ancora visto trasformazioni di queste moto che mi abbiano minimamente impressionato, di solito, si spoglia la moto di tutta la carrozzeria, si monta una sella piatta, due parafanghi in metallo riciclati chissà da dove, una "sporcata" di vernice opaca sulla meccanica ed un a colorazione improbabile per il serbatoio,...stop!
Se all'inizio della CR mania queste operazione potevano essere sufficienti per avere un mezzo originale e personalizzato, oggi a mio parere sono talmente inflazionate da essere considerate quasi banali e comunque certamente non adatte a qualsiasi mezzo a due ruote, come qualcuno crede.
La serie "K" di BMW ad esempio, secondo me, non può essere "trattata" come una motocicletta tradizionale tipo Boxer ,Guzzi o Triumph.
Intanto il disegno particolare del motore che sembra una scatola alettata è consono al resto della moto di serie, che comunque è un esempio riuscito di design motociclistico, innovativo e rappresentativo di quegli anni,ma assolutamente indigesto ad una moto si sapore classico.
Per cui per aggirare l'ostacolo, bisogna agire sulla compattezza che si può ottenere con una simile meccanica, dando un senso di "tamugnità" alla moto, come se fosse in un certo qual modo compressa e pronta ad una esplosione di energia.
La K 100 RR che presentiamo, è la versione non scelta delle due presentate al committente, che ha voluto una colorazione più cupa a fronte di forme molto simili a livello di sovrastrutture.
Personalmente la colorazione Motorsport, abbinata alle pareti laterali del serbatoio in metallo a vista,mi piaceva molto ed amplificava orgogliosamente il carattere artigianal/sportivo, ma per acuni,...il nero è sempre il nero!
OBIBOI.
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